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E’ storicamente provato che i monaci Benedettini dell’isola Gallinara esercitassero sugli abitanti di Alassio potestà religiosa e civile.
 Annessa alla Repubblica di Genova, essa ebbe poi nel 1540 un proprio Podestà e il titolo di Città.
Fu città marinara per il rilevante numero di navi e per l’esteso traffico commerciale con la Francia, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Sicilia e Sardegna, mentre una cospicua flotta di barche attendeva alla pesca del corallo nelle acque del mar Tirreno, in quel periodo la Repubblica di Genova, cadeva, ed Alassio passava a far parte della Repubblica Democratica Ligure.
Successivamente fu sotto l’Impero Francese, poi del regno di Sardegna, divenuto nel 1861 Regno d’Italia.
Alla fine del XIX secolo Alassio fu scoperta dal turismo, sopratutto da una colta colonia inglese capeggiata dagli Hanbury, che contribuì in modo determinante al suo sviluppo, con la creazione dei giardini in collina e la costruzione di alcuni edifici tipicamente inglesi.
Intorno alle origini del nome della città parla la leggenda di Adelasia, figlia di Ottone I di Sassonia, che fu Imperatore del Sacro Romano Impero dal 936 al 972. Si narra che amasse Aleramo un giovane coppiere di corte e che l’Imperatore non fosse per nulla contento di questo amore così poco regale. I due innamorati, fuggiti insieme dalle brumose regioni della Germania, dopo aver santificato la loro unione con il sacramento del matrimonio, posero, dopo lunghe peripezie, la loro stabile dimora alle falde del monte Tirasso.
La loro misera esistenza di carbonai si concluse quando l’imperatore, scese in Italia a combattere contro i Saraceni, e Aleramo, assieme ai figli, combatté da valoroso nell’esercito imperiale.

 
 

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